Lavorazione lamiere Torino – In cosa consiste la piegatura

Lavorazione Lamiere Torino

Quando ci addentriamo nel settore della lavorazione di lamiere a Torino possiamo vedere che una delle pratiche più richieste è sicuramente la piegatura della lamina. Oltre ad essere una delle operazioni più eseguite è anche una di quelle principali. Durante questo procedimento si sottopone il metallo ad una serie di sollecitazioni. Analizzando la procedura nello specifico si esegue una flessione, o piegatura, sul metallo, con l’applicazione di una forza altrettanto specifica. Tutto questo è finalizzato alla deformazione della lamiera. Quindi per capire nello specifico tutti i passaggi di questo procedimento continuate a leggere questo articolo.

Cosa avviene durante l’operazione

Come dicevamo la lavorazione di lamiere a Torino forse più importante è proprio la piegatura. Se avete bisogno di questo servizio è sempre meglio affidarsi a dei professionisti. Uno dei punti di rifermento nel settore della lavorazione di lamiere a Torino è la Ditta CLARI. Grazie alla sua lunga esperienza è in grado di eseguire tagli, piegature ed altre lavorazioni di altissima qualità.

Quando si esegue questa particolare lavorazione di lamiere a Torino la struttura delle lamine sarà modificata in modo permanente. Questo non significa che la lamiera si rompe. Infatti quando si opera in questo settore bisogna ricordare un fattore indispensabile. Ci riferiamo al limite oltre il quale la lamiera non si deforma plasticamente, ma si rompe. In ogni caso una lavorazione di lamiere a Torino come la piegatura del materiale si esegue utilizzando due strumenti fondamentali:

  • un punzone
  • una matrice, che presenta la stessa forma in negativo del punzone stesso

Mentre viene eseguita questa operazione la lamiera di metallo viene piegata da più macchine, comunemente chiamate presse piegatrici. A seguito della deformazione le fibre del metallo possono allungarsi o accorciarsi. Nello specifico quando viene appoggiata sui piani la lamiera si estenderà esternamente, mentre si accorcerà verso l’interno. Sostanzialmente questa lavorazione di lamiere a Torino può essere accomunata ad una distorsione della lamina in metallo. In questo caso però è possibile calcolare con precisione il raggio di curvatura. Infatti se siamo a conoscenza del raggio di curvatura e dello spessore della lamiera, saremo in grado di calcolare la posizione dell’asse neutro. Si tratta dell’asse in corrispondenza del quale le fibre del metallo non subiscono una deformazione.

Il raggio di curvatura

Come abbiamo detto prima il raggio di curvatura, insieme allo spessore della lamiera, permettono di misurare con precisione la deformazione della lamina in metallo. Nel settore della lavorazione delle lamiere a Torino viene definito raggio interno, il raggio di curvatura minimo che consente di piegare la lamiera. Quindi la misura del raggio interno deve essere uguale o superiore allo spessore della lamiera. Se così non fosse sia il materiale, che le fibre esterne, subirebbero una deformazione eccessiva e troppo intensa che rovinerebbe il lavoro.

Come misurare il raggio interno di curvatura

Perciò cerchiamo di capire come misurare il raggio interno di curvatura. Questo non corrisponde ad un valore fisso, ma cambia in base al punto di deformazione. Infatti il raggio interno raggiunge il valore minimo proprio in corrispondenza della lama del punzone o della macchina piegatrice. Mentre lo stesso valore aumenta via via che ci si avvicina agli appoggi. Per poter calcolare la misura del raggio minimo di piegatura occorre avere presenti alcune caratteristiche. Queste proprietà sono sia lo spessore della lamiera, sia la distanza dagli appoggi della macchina piegatrice. Perciò il valore del raggio interno aumenta quando entra in contatto col punzone e subisce un ulteriore innalzamento in corrispondenza degli appoggi.

Conseguenze della deformazione

Nel settore della lavorazione di lamiere a Torino quando ci riferiamo alla deformazione dobbiamo capire una cosa. Ovvero che la lamiera inizialmente si piega e poi si raddrizza successivamente. Questo fenomeno deriva dal fatto che le fibre intorno all’asse neutro subiscono una sollecitazione elastica.

In altre parole, una volta eliminata la forza esercitata attraverso il punzone, la lamiera non subisce più una sollecitazione. Infine quindi torna ad assumere, in parte, la sua forma iniziale.

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